Biografia di Alberto Fortis
È cresciuto con un’educazione cattolica, frequentando le medie, il ginnasio e il classico al liceo Rosmini di Domodossola. Il collegio aveva un’impostazione simile ai college americani: oltre a studiare, gli allievi praticavano diverse discipline sportive. Le sue preferite erano, e sono ancora oggi, il tennis, l’equitazione, le arti marziali e il calcio. I suoi idoli giovanili erano i bianconeri John Charles e Omar Sivori, perché Alberto ha la Juventus nel DNA: sua nonna era cugina della nonna di Giampiero Boniperti, storico campione e presidente della società bianconera.
Fra i ricordi più piacevoli dei suoi trascorsi sportivi ci sono le interminabili sfide a tennis fra studenti esterni – come Alberto – e interni del collegio. Una volta ha vinto un torneo di doppio, battendo fra lo stupore generale due giocatori di terza categoria in un’estenuante finale durata dalle tre del pomeriggio alle dieci di sera.
La passione per la musica è nata suonando la batteria: a 13 anni ha fondato il primo gruppo, che ha chiamato I Paip’s come il locale del Sestriere dove si era esibito. A 16 anni ha suonato per la prima volta in Rai con una nuova band: I Raccomandati. Si è fatto le ossa con cover di chiara ispirazione rock: Credence Clearwater Revival, Ten Years After, Led Zeppelin. Nel repertorio c’erano anche i Vanilla Fudge del batterista Carmine Apice, che sei anni fa Alberto ha avuto il piacere di conoscere a Los Angeles.
Improvvisamente, a 18 anni, Alberto Fortis ha iniziato a suonare il pianoforte pur senza averlo mai studiato, forte di un istinto affinato in tanti anni di batteria, strumento che ancora oggi definisce meraviglioso ed esorcizzante. La sua prima composizione al pianoforte è una suite di venti minuti, che viene giudicata troppo ardita per il disco d’esordio, ma verrà ripescata nel secondo album. Appassionato del rock straniero più sostenuto,Alberto aveva un solo grande amore italiano: Lucio Battisti, che per lui era l’equivalente italiano dei Beatles per quell’espressionismo nelle canzoni che ancora oggi è inarrivabile. Altro punto di riferimento per la sua formazione artistica è Bob Dylan: per il talento letterario, ma anche per l’energia musicale delle sue poesie. Alberto ha sempre sentito l’esigenza di avere alle spalle una band che pompa ritmo: forsennato come “Milano e Vincenzo” o “La grande grotta”, ma anche più suadente come “La sedia di lillà” o “La nena del Salvador”.
![]()
www: La pubblicazione dei testi e foto è stata concessa dal sito www.qprojet.com