Ricordando i Grandi Compositori (di M. Esu)

J S Bach BWV, un nome particolare e un artista d’eccezione.
Johann Sebastian Bach.
Per quale motivo parliamo di “Johann Sebastian Bach” a distanza di tanti anni dalla sua morte? Un buon motivo è quello dell’importanza che egli come compositore ha avuto nella storia della musica, se consideriamo la più conosciuta “toccata e fuga in re minore” di certo non si può negare l’incommensurabile talento ed il suo genio, se poi lo paragoniamo questa sua genialità al livello artistico del periodo in cui è vissuto, lo si potrebbe paragonare alla genialità artistica di “Leonardo da Vinci”. Egli nacque a “Eisenach” il 21 Marzo 1685, si dice che la sua vita non fu avventurosa, ma bensì laboriosa dal punto di vista artistico, soprattutto per il suo talento nel suonare e nel scrivere musica per “organo”, dando dimostrazione del suo talento in vari concerti; ma egli fu anche maestro a “Weimar” e questo nel 1703 e fu anche organista nella stessa città di “Arnstad”, in seguito egli insegnò anche a “Lipsia” e suonò nelle varie corti dell’epoca.
Tuttora i brani di questo notevole artista vengono presi in considerazione da tanti artisti ed interpreti, sia per il fatto che la bellezza delle sue opere risulta molto melodica e piacevole, sai per il fatto che egli riuscisse nello stesso monento a conciliare bene il canto delle melodie con quello delle frasi virtuose presenti nelle varie composizioni musicali.
Un esempio di alcune opere che in seguito sono state trascritte per chitarra senza perdere la loro bellezza, sono:
-il preludio in Re minore, il preludio n° 1, un favoloso minuetto in la maggiore (anh.114) e tante altre opere che gli artisti hanno deciso di trascrivere per diversi strumenti.
Ascoltando delle opere come la Passacaglia e Fuga in do minore, si nota che le opere hanno una loro solidità, prendono forma in parti che durano sette e otto minuti, con tutte le diverse atmosfere che l’organo riesce a creare, sempre e solo per mano umana, la religiosità di questo artista si nota già dalla innumerevole creazione di musiche religiose, anche se egli scrisse delle composizioni più profane (concerti brandeburghesi, concerti per violino e clavicembalo); ma pur sempre bella è la Pastorale in Fa maggiore, divisa in quattro parti fondamentali:
-la Pastorale; l’allegro; l’adagio; l’allegro vivace.
Non inosservabile la resa sonora delle melodie come ad esempio la Toccata e Fuga in re minore, un’opera che regala brividi ed emozioni particolarmente interessanti a chi presta attenzione ascoltando ogni nota e lasciandosi trascinare dalle note di una così armoniosa opera, la Fuga rende il tutto più sublime e delizioso, nel silenzio scorge una maestosità di canti e frasi in botta e risposta che danno veramente l’impressione che si stia ascoltando un’orchestra diretta e suonata da una sola persona. Una vera dimostrazione di genialità e non monotonia, un regalo alla musica ed a chiunque ama la musica, considerando la non semplice esecuzione e la difficoltà di questo strumento, il quale vede coinvolto l’interprete completamente nel suonare l’opera, sia con l’uso delle mani e sia dei piedi, per i pedali dei bassi e dell’anima dell’artista interprete.
Sicuramente non sapremo mai o quasi mai se queste opere che noi ascoltiamo sono state realmente suonate nel modo identico a quello che ci viene presentato nei CD o in vari concerti, ma è pur vero che la scrittura musicale e soprattutto nella musica classica non tralascia niente, gli autori o compositori scrivevano ogni minima frase (che in musica significa melodia), un lavoro oltre che fisicamente laborioso per l’interpretazione e sia per lo scrivere la musica in ogni sua più piccola sfumatura, senza dimenticare abbellimenti e dinamiche fondamentali per l’espressione di una interpretazione di una opera musicale.
Le cantate furono molto presenti nel suo repertorio e pare che egli ne scrisse circa 265, le quali spesso gli venivano commissionate in brevi periodi di tempo, secondo ciò che dicono i testi, egli fu molto devoto a Dio, danodo molta importanza alla religione, tanto che scrisse diverse opere appositamente per le messe, questa vicinanza a Dio per lui era un motivo e un senso per la vita stessa, un’opera che dimostra la sua fede fu l’Oratorio di Natale”, la “Messa in Si minore” e ad esempio la passione secondo S. Giovanni.
Anche se possiamo notare la vicinanza a Dio in questo periodo e oltre a questo, l’arte veniva commissionata direttamente dalle chiese o dai cardinali, dalle corti e in ogni caso sempre dalla parte più ricca della popolazione; ma la grandezza di Johann Sebastian Bach fu riconosciuta solo in seguito, come tanti compositori, anche egli per le tante discordie e motivi legati al buon nome dell’artista, egli ebbe la sua considerazione molto tardi, ora Bach porta ancora una buona ispirazione ad i tanti Artisti e Compositori contemporanei, senza considerare l’uso delle sue composizioni come studio per imparare la musica.
Bach morì a Lipsia nel 1750 dopo aver insegnato e diretto il coro alla Thomasschule nel 1723.
articolo pubblicato da:
www.capitanta.it
anno: 2003/4
autore: Marco Esu
W A Mozart Wolfgang Amadeus Mozart.
Un prodigio e genio della musica.
Mozart nacque nel 1756 a Salisburgo ed è noto che egli era molto precoce nell’apprendimento, al punto di riuscire a suonare i suoi concerti dalla sua infanzia, già all’età di sei anni egli scrisse un minuetto e suonava il clavicembalo; però, per lui fu un calvario il fatto che essendo un enfant prodige doveva sostenere sforzi eccessivi, la causa era dovuta a vari e tanti spostamenti che doveva fare per le sue esibizioni nelle corti e teatri, così suonò in tutta l’Europa come clavicembalista.
A Vienna suonò alla presenza delle maestà imperiali, poi a Francoforte, a Colonia e trionfando in tutta l’Europa, compresa Parigi (che da sempre è una metropoli che mantiene la sua importanza).
Una particolarità di Mozart era anche l’intelligenza musicale e una memoria perfetta, al punto che egli riuscì a trascrivere il Miserere di G. Allegri, poi, in seguito, in Italia conobbe G.B. Sammartini e N. Puccini.
Come si può notare, egli ebbe già da giovane la sua più che meritata riconoscenza per il suo talento innato, a dimostrazione lo sono le tante opere che egli scrisse sia per solisti che per orchestra.
Un esempio che potrebbe dare anche una buona dimostrazione della bellezza sia nelle melodie e sia nella struttura di un’opera storica e ormai conosciuta in tutto il globo, essa è la “Piccola serenata notturna in SOL maggiore”, un regalo alla musica e scritta in quattro parti fondamentali:
-L’allegro, che è ricco di armonie e scambi di frasi e parti all’unisono che danno forza al brano; la Romanza Andante, una dolce melodia romantica e serena, come fosse un inno all’amore e alla sensibilità umana; il Minuetto Allegro, all’ascolto dona la giusta sensazione di una tipica danza settecentesca, ben ritmata e piacevole; per poi chiudere l’opera con il Rondò, una chiusura d’opera veramente favolosa.
La vita di Mozart fu faticosa e non sempre facile, tanti compositori hanno avuto lo stesso problema, sia per la differenza con il resto degli artisti e sia con le persone che non operano nell’arte e soprattutto nella musica, innegabile è la complessità della composizione musicale ed è noto che per poter scrivere musica per tanti strumenti è necessario lo studio sia pratico che teorico, in ogni opera si nota la perfetta armonia fra tutti gli strumenti e ogni nota è intonata.
Molto bella per chi ama la musica Classica pura è la Sinfonia n. 41 in Do maggiore, anche essa composta da quattro parti fondamentali, in ogni opera si nota una struttura e genialità, un talento che pochi compositori hanno avuto in seguito, se solo si pensa a tutte le opere da lui scritte di certo non si può paragonare ad una piccola canzone scritta ai giorni nostri, ciò che dona luce al nome di Mozart è sia la serenità delle sue opere e compreso il fatto che molti compositori hanno avuto solo la minima parte della fantasia musicale che egli ha donato, a differenza, lui diede la sua vita alla musica, un sacrificio e impegno che pochi esseri umani sanno dare, per questo e altri motivi il suo genio deve essere valorizzato e non dimenticato nei secoli.
Tutto il lavoro che si doveva fare per scrivere un’opera e senza avere nessun apparecchio moderno di registrazione e scrittura midi, tutto ciò rende questi compositori veramente Grandi, ogni nota viene dalla propria anima e la musica non la si poteva di certo ascoltare in radio o televisione, oggi abbiamo il vantaggio di poter ascoltare musica quando vogliamo e questo è un vantaggio per tutti coloro che vogliono imparare la musica; ma è pur vero che sono poche le persone che hanno la fortuna di avere la musica in casa già in tenera età e avere oltre a questo la pazienza e la capacità di comporre un brano musicale, “ma non una piccola canzone, ma una vera e propria opera”.
Altre opere che egli scrisse furono il concerto per pianoforte in do maggiore, poi il Concerto per corno n.1 in re maggiore e una innumerevole serie di varie e importanti opere per orchestra, egli oltre alla musica ebbe molti amori e si sposò fino a vedere la sua vita spegnersi in una età ancor giovane, a soli 35 anni e esattamente nel 1791, pur avendo vissuto solo trentacinque anni della sua vita egli ha potuto portare a noi la sua creatività artistica di immenso valore.
autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it

N Paganini Paganini il violinista virtuoso
Tanti sono i motivi per non dimenticare le opere di N. Paganini (nato a Genova il 27 ottobre 1782) e l’importanza che ebbe il suo modo di portare ai massimi livelli le tecniche applicate al violino, rendendolo l’eccezione, il suo talento è stato ed è tuttora fonte di ispirazione per tantissimi artisti, senza dimenticare l’importanza degli interpreti che continuano a fare in modo che chiunque ama questa musica la possa ascoltare, possiamo infatti confermarne la bellezza.
Egli iniziò la carriera concertistica a sedici anni e leggendo alcuni testi si dice che fosse autodidatta; ma in altri pare anche che il padre fosse un suonatore di mandolino e che lo mandò a studiare da alcuni violinisti di Genova.
Tante sono le opere che ancora oggi vengono suonate da vari interpreti, ad esempio i 24 Capricci, una serie di composizioni che oltre alla bellezza musicale a noi regalano un nuovo modo di suonare e soprattutto regalano l’indipendenza a questo strumento con dei brani per solo violino, con moltissime parti a più voci, con accordi arpeggiati con l’archetto, fra le scale rapide e salti di corde, questi brani mettono a dura prova le capacità dei violinisti e ancor più complesso è darne l’espressione considerandone la loro difficoltà.
Paganini rientra fra i più celebri e noti compositori, come ad esempio Johann Sebastian Bach o il Mozart; tutti validi e geniali, tuttora portiamo nella nostra musica il frutto del loro lavoro, anche se, come succede ad i tanti artisti, anche essi scatenavano curiosità e fantasie da parte del popolo, del Paganini si diceva che fosse vicino alla magia e come citano certi libri, in essi si parla anche del diavolo.
Al tempo il virtuosismo di questo violinista era veramente fuori dal normale, non che ancor oggi lo sia; ma il fatto che ci siano interpreti che amano e fortunatamente che mantengono il buon nome dell’artista vivo grazie al faticoso studio di queste opere da parte degli interpreti, ancora oggi possiamo godere di questo tesoro culturale e artistico Italiano.
Sempre per violino egli scrisse e suonò opere come il “Concerto in RE minore per violino e orchestra” diviso in tre parti:
-la prima è “l’Allegro maestoso”; la seconda è “l’Adagio” ; la terza il “Rondò”.
Una trilogia “se cosi la si vuol chiamare” che lascia con il fiato sospeso e regala emozioni forti dalla prima all’ultima nota dell’opera.
Oltre allo studio del violino, egli dedico dieci anni alla chitarra, scrivendo un centinaio di opere, tutte varie, se parliamo ad esempio dei 43 Ghiribizzi, possiamo dire che siano uno più bello dell’altro e ci si rende conto della maestosità e bellezza di queste composizioni, la presenza di varie tonalità rende l’opera ancor più piacevole; sia per chi ascolta e sia per chi esegue.
Altre opere importanti per chitarra, ad esempio sono i 26 studi, la perla in questa opera è la “Sinfonia della Lodovisca”, un brano allegro che presenta dei passaggi d’accordi e scale con variazioni nelle frasi che non la rendono ripetitiva, sono piacevoli anche i brani in DO maggiore che in quest’opera sono ben presenti.
Questa è la dimostrazione del talento di Paganini e considerando che si dice che egli non ripetesse ciò che suonasse, è noto che l’improvvisazione era presente nei suoi concerti, una cosa rara nella musica classica e sempre parlando di improvvisazione, possiamo affermare che richiede uno studio molto particolare da un lato tecnico, che porta il musicista a dover conoscere alla perfezione il suo strumento e la musica da un lato teorico e pratico, oltre a questo c’è da sottolineare la difficoltà di interpretare una musica che nasce in un istante, quasi una magia musicale che si esegue una volta e poi ne rimane solo il ricordo.
La sua vita si spense il nel maggio del 1840, regalando al mondo una infinità di Opere fondamentali per la nostra cultura artistica.
Autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.