Ferdinando Carulli, un celebre maestro della chitarra (di M. Esu)

Ferdinando Carulli Un metodo per chitarra ancora in uso.
La didattica musicale è un passo importante per l’evoluzione di questa forma d’arte e parlando di uno dei compositori che hanno dato luce a dei nuovi testi e metodi, ebbene il Ferdinando Carulli (1770-1841) è un nome importante per l’evoluzione della tecnica chitarristica.
Abbiamo preso in esame un suo testo, che ancora oggi viene pubblicato e da titolo “Metodo completo per lo studio della chitarra”, un volume unico che spiega come imparare a suonare la chitarra dalle basi, considerando bene di non dimenticare un utile illustrazione con al fianco un pentagramma nel quale è possibile avere davanti a se tutte le note presenti in questo strumento e le corrispondenti note sul pentagramma.
Fra le pubblicazioni presenti nel mercato si possono anche trovare dei preludi e delle sonate e piccoli brani; ma per questo articolo abbiamo deciso di parlare di come è strutturato questo metodo per chitarra classica.
Carulli fu un celebre virtuoso nato a Napoli e figlio di uno stimato letterato, i suoi primi passi nel suonare furono con il violoncello, uno strumento che in seguito mise da parte per dedicarsi interamente alla chitarra, uno dei motivi per i quali egli riuscì ad avere una tecnica particolare, fu anche il fatto che nella sua città non erano presenti insegnanti che potessero insegnargli ciò che poi ha creò ed ha creato Carulli, pare infatti che scrivesse tutti gli esercizi per sviluppare al meglio la tecnica e valutando le diteggiature per ogni parte.
Infatti, leggendo il metodo da lui scritto, una delle parti più importanti è la pignoleria nello scrivere ogni minimo particolare che riguarda l’uso delle dita sulla tastiera di questo strumento e soprattutto per l’uso della mano destra, fondamentale per poter arpeggiare e suonare a più voci separando bene le note gravi da quelle più alte, avendo così tutte le parti musicali scritte in tale metodo indipendenti da altri strumenti d’accompagnamento.
Possiamo dire che partendo dalla parte fondamentale per ogni musicista, che in teoria dovrebbe imparare ad accordare il suo strumento, anche se è sempre meglio avere un buon maestro che sappia come insegnare il suono in tutte le sue forme all’allievo; la prima parte di questo metodo, saltando le prime pagine del testo, risulta dedicata all’accordatura, ai primi arpeggi con le corde suonate senza premere alcun tasto e alla spiegazione dei nomi da dare a ogni dito da usare, ai tasti con i riferimenti con i numeri romani e sia alle indicazioni per l’uso del barré (che è una tecnica molto importante per poter suonare la chitarra classica).
Nella maggior parte dei brani studio presenti nel testo, il Carulli scrive chiaramente il carattere del brano, sia con l’indicazione “allegro” o “moderato”, o “andante” e sia con la presenza di piccoli Valzer con variazioni del tema; ma ancor più importante e ciò che aiuta veramente a rendere consapevole l’allievo di ciò che sta studiando o esaminando, questo è l’analisi ben presente di alcune tonalità nella loro utilizzazione pratica, partendo da quelle più semplici, specificandone la scala e le impostazioni da usare per rendere tutto il lavoro più semplice e chiaro.
Nella seconda parte del testo possiamo veramente confermare l’utilità, come ben sanno tutti i musicisti o amanti della musica, imparare a suonare richiede tanto impegno e non solo, dopo la più scontata considerazione che per suonare si deve per forza avere il dono per questa magnifica Arte, anche chi ha questo dono deve conoscere dei passi importanti per poter curare la bellezza delle note, infatti in musica esistono gli “abbellimenti”, per spiegare in breve a chi non ha idea di cosa si tratta, gli abbellimenti musicali danno ad una semplice melodia o frase musicale la possibilità di diventare una frase ricca, così da non risultare non statica o priva d’espressione.
Alcuni esempi dei nomi che differenziano gli abbellimenti sono:
-l’appoggiatura; l’acciaccatura; il mordente; il gruppetto; il trillo; ecc… ecc…
Per ogni parte scritta si ha sempre la relativa spiegazione dell’esecuzione; il Carulli non dimentica neanche gli “armonici”, dando modo di far ben comprendere la sua genialità tecnica applicata allo strumento, oltre a tali armonici e dopo una bellissima parte dedicata alle composizioni per due chitarre, la chiusura del testo presenta un’opera per chitarra complessa e al tempo stesso piacevole.
Ancora oggi godiamo di tali innovazioni tecniche e ogni artista ci porta a conoscere delle tecniche e non solo il vedere la musica da questo punto di vista; ma ogni artista porta nelle sue note i sentimenti che poi danno la magia alla musica.
Autore: Marco Esu
pubblicato da www.capitanata.it

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